Gastroenterologia
La gastroenterologia è una branca della medicina che si occupa di studiare e curare le patologie relative allo stomaco, all'intestino e, in generale, a tutto l'apparato digerente.
Il paziente si rivolge al gastroenterologo per una vasta gamma di problematiche che coinvolgono l'apparato digerente, come la gastrite o l'ulcera. Si tratta, infatti, di una specializzazione di rilievo poiché, soprattutto a seguito dei progressi della ricerca scientifica, sono sempre più le patologie che richiedono un'analisi dettagliata dello stato di salute dell'apparato digerente.
In cosa consiste la visita gastroenterologica?
Durante la visita, lo specialista gastroenterologo esegue un'attenta diagnosi relativa al paziente, interessandosi alla sua storia clinica e a tutte quelle abitudini che possono aver interferito con lo stato di buona salute; verrà preso in considerazione anche il tema della familiarità poiché spesso si colloca alla radice del disturbo.
Dopo la costruzione del quadro clinico vengono passate in rassegna tutte le possibili malattie che rispondono ai sintomi presentati dal paziente e possono essere, per questa ragione, alla base del problema. Successivamente, qualora si ritenga necessario, si procede alla prescrizione di una terapia o alla richiesta di eseguire accertamenti specifici, come una colonscopia, un'endoscopia o RX.
Quali sono le principali patologie dell'apparato digerente?
Le patologie che coinvolgono l'apparato digerente sono numerose e diverse tra loro.
La celiachia è un'intolleranza permanente al glutine, quella sostanza proteica presente in una vasta gamma di alimenti, dal frumento al farro, dall'orzo alla segale; si tratta di un'intolleranza molto diffusa sul territorio italiano e, seppure si manifesti fin dall'età pediatrica, non è rara la sua comparsa dopo eventi stressanti, come un intervento chirurgico o un'infezione intestinale.
La cura per la celiachia prevede l'esclusione dal proprio regime alimentare di tutti quegli alimenti che contengono glutine, anche se lo stesso è presente in minima parte.
In questo modo si riescono ad eliminare tutti i sintomi legati alla celiachia, ossia l'arrestamento della crescita dopo lo svezzamento, la dissenteria, l'anemia; è possibile, però, essere in presenza di una forma silente, individuabile solo con esami sierologici specifici.
Il reflusso è un disturbo molto comune in ogni fascia d'età e consiste nel passaggio di piccole quantità di contenuto gastrico dallo stomaco all'esofago soprattutto nelle ore che seguono i pasti.
Il sintomo più frequente è il bruciore retrosternale che non di rado è accompagnato dal rigurgito; per la risoluzione del disturbo sono sufficienti farmaci anti-acido, ma talvolta si rende necessaria l'analisi del tratto esofageo che potrebbe venir danneggiato dal reflusso.
La stitichezza può essere facilmente individuata qualora si riesca ad evacuare per meno di tre volte alla settimana.
Le emorroidi, ossia la dilatazione delle vene emorroidarie dell'ano e del retto, rappresentano il più comune disturbo dell'ultimo tratto del canale intestinale e si manifestano soprattutto negli uomini d'età avanzata. Le cause delle emorroidi possono essere rintracciate nell'aumento del peso ponderale, nell'eccessivo sforzo richiesto dall'evacuazione, dalla gravidanza o da fattori ereditari.
A questo proposito va ricordato come sia fondamentale non sottovalutare il sanguinamento per via rettale poiché alla base potrebbero esservi patologie tumorali o infiammatorie relative al colon, alle quali porre rimedio con una diagnosi accurata e repentina.
La sindrome dell'intestino irritabile coinvolge il 20% della popolazione mondiale ed è la patologia più ricorrente nelle visite gastroenterologiche. I sintomi principali sono il dolore addominale, il gonfiore addominale e l'alterazione dell'alvo.
La sindrome del colon irritabile
La “sindrome del colon irritabile” è caratterizzata da una serie di sintomi o disturbi che coinvolgono l’addome: senso di gonfiore, dolore, stipsi alternata a diarrea.
La condizione che accumuna questi sintomi è che in tutti i pz che li segnalano, non è presente un danno organico. La colonscopia eseguita a scopo diagnostico risulta perfettamente normale. Viene colpita da questa sindrome il 15% della popolazione adulta con prevalenza del sesso femminile (le donne ne soffrono in misura doppia rispetto agli uomini). Si può manifestare inizialmente in età giovanile con la possibilità di lunghi periodi durante i quali i disturbi sono assenti.
Non si conoscono le cause di questa forma di colite , ma il maggiore indiziato del suo scatenamento è lo stress . Lo stress può sicuramente avere un ruolo importante ma esistono altri possibili fattori scatenanti come una infezione intestinale, l’assunzione di antinfiammatori o antibiotici.
Non esiste un esame specifico per formulare la diagnosi di "colon irritabile", ma per farla correttamente occorre escludere tutte le patologie intestinali che provocano gli stessi sintomi attraverso una accurata anamnesi clinica.
Una volta fatta la diagnosi di "Colon irritabile" i rimedi terapeutici si circoscrivono ad un corretto regime alimentare (evitare gli alimenti che provocano eccessiva fermentazione come i farinacei, i legumi e tra le verdure il cavolo ed i suoi derivati ), evitare il consumo di caffè e di cibi piccanti, peperoni, pomodori. Utilizzo a cicli di fermenti lattici ed, a secondo dei sintomi, utilizzo di disinfettanti intestinali a cicli e farmaci procinetici che inibiscono o stimolano l’attività di alcuni recettori che controllano la contrazione o il rilasciamento della muscolatura liscia che permette il movimento peristaltico dello stomaco e dell’intestino.
La Dispepsia
La Dispepsia o cattiva digestione è una condizione funzionale o organica che interessa l’apparato digerente. I sintomi più comuni sono tensione, gonfiore addominale dolore epigastrico, senso di fastidio digestione lunga e laboriosa.
Le cause organiche sono vere e proprie patologie e vanno dal tumore allo stomaco alla calcolosi colecisti e alle infezioni del tratto digerente, ad esempio infezione da Helicobacter pilori.
I sintomi più comuni di queste patologie sono senso di dolore epigastrico perdita di peso feci scure, anemizzazione digestioni lunghe e laboriose digestione difficile le cause più frequenti di dispepsia sono le cause funzionali che si riferiscono soprattutto a manifestazioni legate a disagi della sfera emotiva, ansia alterazione della motilità intestinale, stress preoccupazioni per approfondire dal punto di vista diagnostico la dispepsia si possono eseguire alcune indagini le più importanti sono la gastroscopia che può escludere la presenza di lesioni allo stomaco.
Un esame Brad test delle feci per la ricerca dell’Helicobacter pilori e un’ecografia addominale per escludere la presenza di calcoli della colecisti. Per quanto riguarda invece la dispepsia di tipo funzionale è importante l’esame obiettivo del paziente con un’anamnesi accurata che orienta lo specialista verso la terapia.
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